mercoledì 7 gennaio 2009

TRA POCO C’ È L’ESAME!!!

La preparazione delle prove prosegue senza sosta e vorrei fare il punto della situazione su quanto ho già realizzato:

prova I A 02 – usabilità e interfaccia: noi e gli oggetti
Nel rapporto fra uomini e macchine, poche caratteristiche sono oggi più apprezzate della semplicità d’uso. Non ci si riferisce soltanto ad apparecchiature dalle funzioni complesse, ma anche e soprattutto agli oggetti con cui si ha a che fare tutti i giorni. Le cose da fare sono sempre di più e il tempo e nostra disposizione sembra essere sempre meno.
La scarsa usabilità di un prodotto, non solo ci fa sentire “ignoranti”, ma può diventare un danno economico per il produttore.
In alcuni casi poi il rischio è ancora maggiore di una fallimentare introduzione sul mercato: diverse ricerche hanno evidenziato che sciagure come quella nucleare di Chernobyl sono riconducibili ad errori umani, in buona parte dovuti a una cattiva interpretazione delle informazioni fornite dalle interfacce di sistema.
Il concetto di usabilità è emerso negli anni Sessanta negli Stati Uniti con la disciplina dell’Ergonomia, che è la scienza che si occupa dello studio dell’interazione fra individui e tecnologie.
Ma la conoscenza del termine usabilità è avvenuta soprattutto grazie allo sviluppo del World Wide Web. Internet incentivò lo studio dell’usabilità applicata ai siti Web.
Lo sviluppo di questo concetto segue di pari passo lo sviluppo tecnologico informatico e lo determina attivando prodotti destinati ad una clientela indifferenziata e non specializzata.
Senza lo studio dell’usabilità e l’avvio ad interfacce utente più rivolte verso l’individuo che la macchina, il rapporto uomo/calcolatore non si sarebbe semplificato e l’utilizzo del computer non sarebbe diventato “user friendly”

Prova I AB 03 – Intervista al genio della porta accanto
Questa volta ho intervistato mia cugina, programmatrice informatica anche se ha una Laurea in Geologia, che adora tutto quello che ruota attorno al mondo informatico (e non solo il computer)

Prova I AB 04 – Profilo di un grande informatico
Ho scelto di svolgere delle ricerche su Seymour Papert, ideatore del linguaggio di programmazione Logo.
Il cambiamento nella scuola che le nuove tecnologie hanno portato, consiste in un potenziamento del ruolo dello studente rispetto alla conoscenza, che non è più fornita dall’insegnante ma che diventa la guida di un percorso.
Fornire l’accesso ai ragazzi al computer significa dar loro la possibilità di imparare molto di più facendo ricerca da soli, prendendo da Internet le informazioni di cui hanno bisogno, creare delle situazioni in cui i ragazzi seguono le loro passioni e portano avanti progetti a cui sono veramente interessati.
Troppo spesso però i computer vengono usati per fare esercizietti ripetitivi. Bisogna invece fare in modo che il computer stimoli la loro creatività. I bambini non vanno abbandonati davanti alla macchina, ma bisogna sollecitarli a seguire e sviluppare i propri interessi.
Non bisogna confondere i termini “innovazione didattica” con “didattica innovativa”. La prima offre nuovi strumenti al servizio di metodi didattici consolidati (slides digitali, sistemi di audio-videoconferenze, ecc.), la seconda riguarda nuovi metodi didattici, sviluppati come un’evoluzione degli aspetti pedagogici.
Prova I AB 05 – la mappa delle mie memorie
La memoria umana è una costante rilettura di quanto abbiamo vissuto e che reinterpretiamo aggiungendo o dimenticando particolari di situazioni belle o brutte, episodi piacevoli o tristi, insomma una memoria di tipo rievocativo.
Ma la memoria non ò fatta solo di ricordi che abbiamo dentro di noi; è fatta anche di oggetti che ci circondano fisicamente e che sono legati alla nostra vita.
Ci sono poi memorie meccaniche, che riguardano il mondo virtuale, entrati a far parte della nostra quotidianità come cellulari, macchine fotografiche digitali, computer.
Una lunga serie di memorie selettive possiamo trovarle applicate alle cards che usiamo ogni giorno: carta di credito, bancomat, social card, fidelity card e chi più ne ha più ne metta.
Ma esiste anche la memoria gigantesca di Internet, che con i collegamenti ipertestuali rimanda da una parte all’altra e spinge sempre più avanti
E la cosa peggiore per un essere umano è quella di perdere la memoria, di diventare come un involucro senza storia, senza ricordi, senza emozioni.
Con il programma CmapTools, ho realizzato la mappa delle mie memorie, sia reali che virtuali:

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